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AGNOLO FIRENZUOLA
(Firenze, 1493 Prato, 1543)

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ROMEI Berni e berneschi



     Agnolo Firenzuola fu uno dei membri dell'Accademia dei Vignaiuoli e autore di una composita poesia giocosa. Fra il 1537 e il 1543 (ciclo pratese) compose gran parte dei suoi metri minori, "legati per lo più alle occasioni di polemica, di pettegolezzo, di scherzo amichevole proposte da una società di provincia; nonché certi esperimenti di poesia satirica in versi sciolti, dalle confuse ambizioni tra il decoro classico e le possibilità discorsive offerte da una poesia libera da costrizioni di rima" (p. 62) I capitoli e le canzoni sono invece quasi tutti ascrivibili ad un periodo precedente. Il capitolo del Legno santo si può far risalire agli anni compresi fra il 1532 e il 1533-34; la stessa datazione può essere assegnata al capitolo in lode della Sete; quello delle Campane sfugge ad una collocazione precisa, è comunque precedente all'agosto del 1536. Per quanto riguarda le canzoni Nella morte d'una civetta e quella della Salsiccia sono ascrivibili al 1537-38 la prima (data di pubblicazione) e al 1541-42 la seconda (pp. 52-64)
 

ROMEI Orlando



     Per quanto riguarda i motivi del rifacimento "ci si può chiedere se il suo non sia stato un 'esercizio di stile', secondo una pratica diffusa negli ambienti letterari a lui vicini.
     Per esempio il 'sozio' suo Agnolo Firenzuola [...] riscrive negli stessi anni l'Asino d'oro di Apuleio. Non lavora per un editore [...], lavora per sé e per un gruppo di amici. Il suo si potrebbe dire un 'esperimento di laboratorio'.
     Anche l'Innamorato del Berni può essere un 'esperimento di laboratorio'?
     Non credo.
     Il Firenzuola lavorava abitualmente così. La riscrittura 'manierista' era parte essenziale della sua ideologia letteraria. Apuleio era strumento di un'accesa polemica (anticiceroniana e dunque antibemebesca). L'autore era un cesellatore di parole.
     Tutto questo non vale per il Berni, che [...] ha propugnato il primato delle res sui verba" (p. 2)