Banca Dati 'Giulio Rospigliosi' indice

soggetti/iconografia/scenografia/studi

SCENOGRAFIA

STUDI


 

MAURIZIO FAGIOLO DELL'ARCO - SILVIA CARANDINI, L'effimero barocco: strutture della festa nella Roma del '600, Roma, Bulzoni ("Biblioteca di storia dell'arte" 10), 1977-1978, 2 voll.

      II 168b: "[Nella Vita Umana] l'azione dei personaggi allegorici si svolge in quattro diversi quadri scenici di G. F. Grimaldi (noto paesaggista | bolognese uscito dalla scuola dei Carracci, del quale si conservano altre incisioni scenografiche, che probabilmente sarà possibile prima o poi attribuire a qualche preciso spettacolo, come la battaglia tra Ercole e i Ciclopi, o l'Angelo che, secondo la tradizione quattrocentesca annuncia lo spettacolo entro un'originale scenografia a pianta circolare, non dissimile da una molto più tarda del Burnacini). In questo lavoro scenico il Grimaldi dette una miglior prova di sé che non nella maggior parte delle sue opere pittoriche, ben costruite nel digradare dei piani, ma sostanzialmente prive di originalità e spesso aneddotiche. Nella prima scena [fig. 98], in cui gli spettatori assistevano al sorgere del sole, preannunciato dal solito volo dell'Aurora, le due contrapposte fortezze del Piacere e dell'Intendimento, bloccando i lati danno maggior risalto all'allargarsi del paesaggio sul mare; in quella del 'giardino delitioso' [fig. 99] - che richiama da vicino un'analoga soluzione del Buontalenti - la Vita Umana viene ammonita da Intendimento e Innocenza, quest'ultima adobbata in un pesante costume da Eroina. Ma la soluzione più raggiunta, anche se derivata in parte da idee del Guitti, è nella scena silvestre [fig. 100], in cui si svolge anche l'azione drammaticamente più vivace (il travestimento di Colpa e Piacere): gli attori dovettero sfruttare i numerosi passaggi ed i rientri della scena, dove alberi contorti e come sbattuti dal vento creano un'intensa sensazione di asimmetria e di movimento".

      II 205: "Roma diventa centro del melodramma con il Teatro Barberini. Il Teatro si apre con il Sant'Alessio di Rospigliosi e di Stefano Landi (1639) [sic!], una predica portata in scena dagli artisti che allestivano il trionfale palazzo per la famiglia papale (e quasi sicuramente Pietro da Cortona è tra i responsabili per questi scenari severi che parlano una colta lingua toscana [...]". "Un eccezionale scambio di luoghi scenici avviene proprio nell'ambito barberiniano: è il momento della rappresentazione del Sant'Alessio e delle Quarantore volute da Francesco Barberini in San Lorenzo in Damaso. Due casi in cui dovrebbe essere coinvolto Pietro Berrettini [...]. Da anni ho proposto di riconoscere in Pietro da Cortona un responsabile, e di recente sono emersi nuovi documenti che attestano la sua presenza in momenti forse marginali ma notevoli nell'economia dello spettacolo. Quello che conta è che è analoga la severa impalcatura classico-toscana [...]" [in nota rinvia a M. FAGIOLO (DELL'ARCO), Lo spettacolo barocco, in "Storia dell'arte", 1969, 1-2, p. 229].
 

Progetto
Bibliografia
Biografia
Documenti
Epistolario
Opere
Persone
Soggetti
Studi
Testi

Avvio