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Plagio letterario Franco – Campanile

By Martina Dal Cengio on 02/05/2017

1536
Plagio letterario Franco – Campanile

Il primo furto letterario di Nicolò Franco riguarda il Tempio de Amore (Venezia 1536), plagio dell'omonima opera del napoletano Jacopo Campanile (1500-1536).

Nicolò Franco (Benevento 1515- Roma 1570) è stato riconosciuto come uno dei più noti plagiari del Cinquecento. In ordine cronologico, il primo caso riguarda il suo Tempio d’Amore (Venezia 1536), poemetto in ottave di natura amorosa dedicato ad Argentina Rangone.

Si tratta di un clamoroso esempio di furto letterario: il vero autore del componimento, infatti, fu Jacopo Campanile (Napoli 1500-1536), detto il “Capanio” e a servizio della duchessa di Francavilla Costanza d’Avolos, del quale non ci sono pervenute altre informazioni biografiche. L’autore napoletano compose un poemetto dal titolo Opera nuova nomata Vero Tempio de Amore, raccolta di stanze celebrative di alcune dame, pubblicata anch’essa nel 1536 ad Alife. Come rileva Benedetto Croce, il poemetto fu composto verosimilmente intorno al 1520 e di questo esisteva una circolazione manoscritta, di cui il XIII. G, 42 della Biblioteca Nazionale di Napoli è un esemplare. Non si può escludere che Franco entrò in possesso di una di queste copie durante il suo soggiorno napoletano (compreso tra il 1531 e 1536). Raggiunta Venezia - probabilmente con l’intenzione di presentarsi come poeta allo scenario letterario lagunare - Franco sostituì i nomi delle donne napoletane con nomi di donne veneziane, intervenne su alcune stanze e modificò alcuni elementi topografici. La collazione tra i due testi, tuttavia, mostra con evidenza l’operazione di plagio passivo condotta dal beneventano, che ripropose un testo sostanzialmente identico, senza costituire un’opera nuova.

Nel contesto veneziano dell’epoca pare che nessuno si accorse del furto di Franco al punto che Domenichini nell’opera La nobiltà delle donne (Venezia 1551) loda, in riferimento al Tempio, l’autore beneventino come esempio di poesia celebrativa (c. 261v). Il primo ad accorgersi del plagio fu Carlo Simiani, che denunciò l’operazione con la pubblicazione di un articolo su Rassegna critica della letteratura italiana (1900).


La scheda Plagio letterario Franco – Campanile è stata redatta da Martina Dal Cengio in data 02/05/2017 per il sito PoLet500 .
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Riferimenti

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Publication
Link
1900
C. Simiani
Fonte : Articolo in rivista
C. Simiani ( 1900 ) , Un plagio di Niccolò Franco. , , pp. pp. 19 ss.
NONE
1895
S. Bongi
Fonte : Articolo in rivista
S. Bongi ( 1895 ) , Due libri d'amore sconosciuti. , , pp. p. 245
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1998
A. Capata
Fonte : Capitolo in volume
A. Capata ( 1998 ) , Nicolò Franco e il plagio del Tempio d'Amore . , Roma , pp. pp. 219-232
1988
M. Zeoli
Fonte : Capitolo in volume
M. Zeoli ( 1988 ) , I Dialoghi piacevoli di Nicolò Franco e un plagio da Pietro Montefalchio. , Ravenna , pp. pp. 27-28
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1536
J. Campanile
Fonte : Letteraria
J. Campanile ( 1536 ) , Opera nuova nomata Tempio de Amore. , Alife
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1536
N. Franco
Fonte : Letteraria
N. Franco ( 1536 ) , Tempio d'Amore. , Venezia
1980
A. Altamura
Fonte : Monografia
A. Altamura ( 1980 ) , Il Tempio d'amore. Storia di un plagio. , Napoli
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1894
C. Simiani
Fonte : Monografia
C. Simiani ( 1894 ) , La vita e le opere di Nicolò Franco. , Torino , pp. pp. 175 ss.
1944
G. Laini
Fonte : Monografia
G. Laini ( 1944 ) , Polemiche letterarie del Cinquecento. , Mendrisio , pp. p. 219
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1894
M. Di Leo
Fonte : Monografia
M. Di Leo ( 1894 ) , Lodi di dame napoletane del secolo decimosesto dall'Amor prigioniero; con notizie ed estratti di altri poemetti sincroni di simile argomento a cura di G. Ceci e B. Croce,. , Napoli
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1966
P. F. Grendler
Fonte : Monografia
P. F. Grendler ( 1966 ) , Critics of the italian world (1530-1560), Anton Francesco Doni, Nicolò Franco and Ortesi Lando. , London
NONE


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