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Una polemica non solo letteraria: Maffio Venier e Veronica Franco

By Francesca Favaro on 13/11/2017

1574-1580
Una polemica non solo letteraria: Maffio Venier e Veronica Franco

Oggetto dello scontro, un autentico agone combattuto con la penna, e la persona di Veronica Franco (1546-1591), cortigiana assurta alla gloria nella Venezia del tempo nonche scrittrice: di lei Maffio Venier (1550-1586-) denigra l'attivita, l'aspetto, l'ingiustificata vanagloria intellettuale.

Nata da una famiglia che, pur non appartenendo al patrizionato, rientrava fra gli autoctoni della Serenissima, Veronica Franco (comunemente detta Franca) si mise in luce, nel contesto socio-culturale della sua epoca, sia per l'esercizio della professione cui venne avviata dalla madre Paola (l'arte della cortigianeria) sia per il talento letterario. Autrice interessante in prosa come in poesia (seppe ad esempio conferire un'impronta personale al coevo Petrarchismo), dovette ingaggiare proprio a colpi di penna un serrato, durissimo scontro contro il poeta vernacolare Maffio Venier. Quest'ultimo, legato da stretti vincoli di parentela a Domenico Venier, animatore di un noto cenacolo di cultura, petrarchista convinto nonche, in un certo senso, pigmalione di Veronica, nonche a Marco Venier, che di Veronica fu amante per lungo tempo, e annoverato tra i massimi poeti in dialetto veneziano del XVI secolo.

La vitalita della sua scrittura si unisce pero, spesso, alla virulenza delle invettive, al gusto per temi laidi e osceni che sottraggono piacevolezza alle sue pagine. Di tali inclinazioni espressive, amplificate da un risentimento o rancore personale di cui tuttora non riesce chiara l'origine, pago lo scotto anche Veronica, sulla quale, a partire dal 1575, anno di pubblicazione delle sue Terze rime, se non forse addiritttura dal 1574, Maffio fece piovere l'irridente spregio di due capitoli in terzine Franca, credeme, che per San Maffio e An, fia, cuomodo? A che modo zuoghiamo?, il principale bersaglio dei quali e costituito dall'attivita di cinquecentesca etera. Con un'asprezza che impedisce di ritenere i capitoli di Maffio un mero esempio di sperimentalismo letterario, un raffinato esercizio di stile costruito grazie allo sprofondamento nel turpiloquio, l'autore spoglia di qualsiasi pretesa di nobilta, spirituale e d'intelletto, una donna che si concede per denaro e i cui prezzi fra l'altro, dopo gli esordi piuttosti modesti, grazie ai progressivi successi avevano subito un'impennata. La reazione di Veronica, nonostante l'indubitabile fastidio, non fu violenta come ci si sarebbe potuto aspettare: soprattutto al primo diffondersi di questi versi, dei quali non era indicata la paternita, la donna aveva infatti creduto che a dettare quelle rime velenose fosse stata la gelosia dell'amante Marco, cui replica infatti - ma da donna, appunto, che si sente ingiustamente colpita - in alcuni dei suoi capitoli, alludendo esplicitamente al letto come al campo di battaglia in cui il nemico tanto spesso era stato accolto. Tuttavia, una volta fugata la nube di ogni dubbio sull'identita di colui che aveva vergato gli offensivi componimenti, studiati per colpire una credibilita sul piano culturale alla cui realizzazione e tornitura Veronica si era dedicata con costanza, e principalmente in seguito alla divulgazione del feroce sonetto caudato Veronica, ver unica puttana, la poetessa, rassicurata sulla lealta di Marco Venier (e forse anche dagli esercizi di scherma cui si era data allo scopo conclamato di combattere un fisico duello con il vile avversario), ribatte decisa nel XVI dei suoi capitoli, e trasferisce l'agone sul piano della letteratura. Cristallizzando il suo comprensibile furore in un auto-imposto distacco, Veronica dapprima mette in guardia il nemico in merito alla pericolosita implicita nello sfidare a contesa una donna: il genere femminile, infatti, sebbene nato per donare ristoro e diletto all'uomo, sa essere altresi fieramente temibile. Poi, la poetessa si concentra sulla questione personale, e oppone alla sguaiataggine di Maffio, che l'ha incoronata, giocando sul suo nome, come ineguagliabile meretrice, la consequenzialita di un ragionamento che all'aggettivo unico, svincolato da quel che segue, attribuisce solo significato positivo.

Se dunque Maffio l'ha definita unica, conclude Veronica, intendeva rivolgerle un complimento, o, comunque, questo e il risultato che ottiene. Il guanto di sfida e accettato e, se Maffio si degnera di scendere nuovamente in campo a viso aperto, Veronica gli concedera persino la scelta dell'arma: il toscano della tradizione letteraria consacrata o il vernacolo di calli e campielli.


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Francesca Favaro (01-01-2018).
Una polemica non solo letteraria: Maffio Venier e Veronica Franco. PoLet500 - Polemiche Letterarie del Cinquecento. Firenze, Edizioni CLORI, 2016-in corso.
ISBN: 978-88-942416-8-6; DOI: 10.5281/zenodo.881970.
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Riferimenti

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Link
1986
Arturo Graf
Bibliografia : Monografia
Arturo Graf ( 1986 ) , Veronica Franco e i suoi poeti. Camunia, Milano
NONE
1956
Manlio Dazzi
Bibliografia : Monografia
Manlio Dazzi ( 1956 ) , Il libro chiuso di Maffio Venier (La tenzone con Veronica Franco). Neri Pozza, Venezia
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1905
Nicola Ruggieri
Bibliografia : Monografia
Nicola Ruggieri ( 1905 ) , Maffio Venier (arcivescovo e letterato veneziano del Cinquecento). Bosetti, Udine
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1993
Maffio Venier
Bibliografia : Poetica
Maffio Venier ( 1993 ) , Canzoni e sonetti. Corbo e Fiore, Venezia
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1995
Stefano Bianchi
Bibliografia : Poetica
Stefano Bianchi ( 1995 ) , Nota bibliografica. Mursia, Milano
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