GIORNI NOSTRI

 
Perduti nel fondiglio del non senso
sanguinoso o scoccati come note di flauto
da un silenzio di pietra ad un silenzio di stella -
i giorni nostri, giorni di creature divise
da corpi estranei (dal proprio corpo,
greve scafandro all'anima sirena)
da infrasuoni, ultrasuoni, dalle parti in commedia
fraintese, improvvisate o sconosciute:
giorni accesi da secoli e millenni
di stracci e di pietà sopra arroganti rovine,
diamanti indecifrabili versati
in ogni cuore alla nascita, e lenti
in carbone di lingua comune trasmutati.

 
PUPILLA

 
Come la pupilla
l'anima: si restringe
al gran sole che viene dagli oggetti
visibili, palpabili forme di paesaggi
che il tempo in desiderio trasmutando dipinge:
e si dilata in neri muti cerchi perfetti
nelle notti di nascita e travaglio,
quando scompare al fondo
di lei l'intero mondo,
ed ogni suo potere
chiude quel non vedere.