PRENDERE FUOCO
(Il santo)
Figlio della battaglia contro il peso del mondo,
brucio e risano creature e cose
con il tocco paziente del mio fuoco profondo;
illumino di gioia le sventure
e il mare con la mia goccia circondo;
chiamo ogni stella alla sua prima luce
soffiando sulle zolle dure, sul sangue sparso,
sulle verdi scintille del gran bosco scomparso;
e calmo avvampo a ogni ingiustizia, e grido,
e il cuore nella giustizia nascondo.
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SORTE
Sediamo nelle stanze, erriamo nelle città,
cuori di carne nel cuore di pietra,
cercando sensi dentro i nostri segni,
fili d'arpa nel nostro labirinto,
sole di verità nel bagliore dell'istinto,
certezza unanime nell'ansia cieca.
E nei letti posiamo come papaveri nella corrente,
spremendo da fantasmi estasi e oblio,
aprendoci-chiudendoci nell'occhio del tempo,
baciando nella nascita l'addio.
Poco sapere, molte gioie, molto
dolore abbiamo in sorte, e conoscenza
soltanto per ardore, o per paziente innocenza.
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