Canzonetta del poeta[8]
È il demiurgo maldestro,
trickster che vita e morte
lega in nodo gordiano;
con catene di sillabe
chiude al tempo le porte,
libera da capestro
l'angelo e il leviatano,
cade dentro lo specchio
dove legge la sorte
e riemerge portando
stelle straniere in mano;
è l'anfibio piumato,
l'apprendista ostinato,
il mimo del creato.
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Spazzatura
«Ciò che sarà spazzato» giace a sera
presso le nostre porte, ritualmente espirato,
espulso dalla casa che riceve
la promessa del giorno. Spazzatura
di voglie lacere, di vecchi sogni,
d'imbrattati propositi ogni sera
l'anima posa ai piedi
dell'Anima del Mondo che ogni moto raccoglie
nel suo concentrico pulsare: prezzo
del suo servizio, l'unica moneta
umana, il tempo, che in lei sola dura.
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