Foglie
 
Verdi madri dell'aria che ci nutre, voi date
carne ciclica e chioma al mantello della terra,
voi dell'albero siete docile leggerezza
che dà parola al vento;
arcipelaghi di geometrie sotto il sole,
fucine d'oro estatico smeraldino, che pare
sospeso nell'estate dell'eden, e d'un tratto
snuda il tempo spargendo la sua fragile gloria
sulle strade bagnate; sorelle degli uccelli,
come loro, come ogni creatura da nostra
stolta violenza strette e minacciate,
rinascete in silenzio, e ancora e sempre la
                                                          [morte
in primavera nuova cancellate.

 
Debito
 
Ma come ricambiare
alla stella la sua luce danzante,
all'albero il suo slancio fra due mondi,
all'uccello il suo frullo d'angelo minimale,
alle stagioni i loro ritmici doni, al mare
il suo canto d'oscura conoscenza,
ai venti lievi o indocili il sapore del moto?
Quale nastro legarci in croce al cuore
per farne dono inedito a un creato
di senso traboccante? Distruggiamo
fuori o dentro di noi solamente per scrollare
questo debito immenso da portare
come Atlante il suo globo terrestre sulle spalle:
quel globo che ne faceva un gigante.