La tiranna
Il mio vascello, olandese volante
irto d'amara forza e pavesato
di trofei delicati, da sempre fende i mari
che si disfano in nuvole fuggevoli al suo tocco,
assalta isole erranti, stivando in sé tesori
ardenti che son cenere al mattino ...
All'ombra cruciforme della rondine
talvolta getto l'àncora, sui prati
umili scendo, tra le creature
cieco-ronzanti, eretta, bevo il mio muto vino.
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La mite
Il piccolo infinito quotidiano
senza sussulti mi riempiva, uguale
come vien l'acqua al cavo della mano;
l'altezza del mio bene e del mio male
fu quella breve della mia finestra
aperta ai pollini, a piccole vite,
ai commiati del ramo autunnale;
ero colei che chiude le ferite
e al feritore offre pianto lustrale ...
Mi fu la morte sorella e maestra:
m'apersi nel suo grembo intemporale.
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