La coscienza
 
- Con passo perfetto da un sonno
di pietre, alberi e belve uscita, io tocco
il sole sulle nove porte umane,
la sabbia del dolore sui confini,
i nidi alati al vento tempestoso
sopra il tetto vermiglio; gusto il mare
illimitato che le romba intorno -
nella vela ho misura e nel suo vento riposo.

 
La mente
 
- Io, regina in catene
da me stessa forgiate nella notte
ed in trecce di fiori mutate al mio risveglio,
siedo sul trono d'acqua terra fuoco
ed aria fluttuante fra mondi noti e ignoti,
colgo il frutto dell'albero di vita e lo chiamo
male e poi bene: se febbre mi chiude
gli occhi, piango la morte della luce;
se risano, le palpebre trasparenti son specchio
che a logica pienezza la mia cerca conduce
fino al cuore del mondo,
dove l'alto è il profondo.