Il discrimine

Tò èu parà micròn[1]     

Ciò che resta nell'ombra, radice di certezza,
separa la materia dal corpo, spazio e tempo
                                                  [dalla vita,
l'energia dalla stella, il colpo dalla ferita,
ciò che resta nell'ombra ci risveglia
nelle viscere della conoscenza:
nei canali sottili del suo latte è la sete
dietro al sorso che svezza


 
Il sigillo
 
Quando mi ubriacava
il desiderio che saccheggia il mondo
e deflora la pace ti cercavo nel folto
delle linfe e nel sonno sapiente degli dei;
ora che sono briciola sepolta
del tuo pane e fondiglio del tuo vino,
mi scendi come palpebra sul volto
di nessuno, e mi chiudi a nascere dove sei.