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Irene
1.
Figlia sono di te
che immobile ritracci nel mio grembo la foce
di desiderio alle generazioni
e
mi fendi col tuo peso di germoglio
che colma braccia eternamente vuote
il sempre colmo tenera abbagliando
di te, sua voce.
2.
L'infinito che termina
la sua quiete di gemma, se rischiara l'angoscia
del suo volo pił alto in altra gemma
di carne neonata -
la distanza doppiata
dalla fiamma che inabita lo specchio
e il mistero consola -
tutto chiude
la concordia stellare del tuo fiato,
scesa fra le mie braccia in questa stanza.
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Preghiera
Ci colga a cuore unito la potenza che versa
nella carne dell'anima ogni canto
e ripari alla gloria
questo setaccio fuso che ne duole -
sia favilla che sana
l'incendio della notte,
goccia che scava dalla sabbia nostra
la sua guglia indelebile dispersa
nell'oltresole.
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